RASSEGNA STAMPA / Il Riformista
Angeletti verso la verifica
"Prodi faccia sua la nostra agenda"

di Alessandro De Angelis -
 

"Bene Damiano. Anzi: era ora. Adesso però il governo si deve assumere l'impegno, in vista dell'incontro dell'8 gennaio, di rispondere alle nostre richieste. Se invece verrà al tavolo facendo solo promesse sarà inevitabile lo sciopero generale".

Il segretario della UIL Luigi Angeletti ha apprezzato la proposta di detassare gli aumenti salariali fatta ieri su Repubblica dal ministro del Lavoro Damiano. Ma, a suo giudizio, questo non basta a dare credibilità a un governo che, a sentire il segretario della UIL, tanto affidabile non sembra proprio.

La prossima settimana si svolgerà una doppia verifica, quella tra le forze di maggioranza e quella tra governo e parti sociali. Sulla prima Angeletti dice: "Il tema vero della cosiddetta verifica di governo sarà la legge elettorale. Non altro. Sono certo che nemmeno Rifondazione aprirà la crisi su fisco e salari se troverà un accordo sulla legge elettorale".

E spiega: "Il governo ha bisogno di un tagliando. Prodi dovrebbe far propria la nostra agenda. Soprattutto dovrebbe iniziare a fare una vera politica economica, altrimenti è destinato a finire. Finora ha mirato ad avere da un lato l'approvazione di Bruxelles e dall'altro quella di Confindustria e dei suoi giornali. Ma, nei fatti, non ha perseguito il vero obiettivo che dà senso ad una politica economica: la crescita. Ecco perché serve una svolta su crescita, liberalizzazioni, modernizzazione del paese e redistribuzione del reddito; ovvero a partire dalla nostra piattaforma".

Sulla seconda verifica, che riguarda direttamente i sindacati, afferma: "È ovvio che il governo l'8 gennaio non potrà dire di no alle nostre proposte, e questo già lo sappiamo. Ma quello che ci preoccupa è che dica sì in linea di principio e poi al momento delle decisioni non trovi i soldi. Questo è il pericolo".

Dopo il monito di Epifani e quello di Bonanni anche Angeletti mostra una certa preoccupazione sul confronto di gennaio. E non è affatto convinto dall'idea del patto di produttività lanciata da Prodi: "In linea di principio è utile, ma per farlo, come tutti i patti, serve uno scambio: l'aumento dei salari in cambio dell'aumento della produttività. Ma non tutte le imprese e non tutta Confindustria saranno favorevoli. Anche perché non tutte le imprese stanno aumentando la loro produttività".

Il Riformista, 3 gennaio 2008