14° CONGRESSO PROVINCIALE UIL-SGK



BOLZANO

12 e 13 Maggio 2006

 

RELAZIONE della SEGRETERIA

LAVORO: LA PERSONA PROTAGONISTA”

 

Deutsche Sprache


UIL-SGK


Camera Sindacale Alto Adige – Südtiroler Gewerkschafts Kammer

Via Roma, 84/c Rom Str. / 39100 Bolzano - Bozen  tel. 0471 245611 – fax 0471 934537

www.uilaltoadige.it



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Il congresso: importante momento di verifica del lavoro svolto, ma, soprattutto impostazione per il lavoro di domani.

La difficile situazione economico - sociale è sotto gli occhi di tutti.

C’è bisogno di rilanciare l’economia, di una redistribuzione dei redditi, perché per aumentare i consumi è indispensabile che le fasce più deboli abbiamo più soldi, ad iniziare dai pensionati con la minima.

E noi per questo vogliamo rimettere, come recita il nostro slogan congressuale, al centro il lavoro e la persona.

Oggi il nostro Paese ha, soprattutto, un vitale bisogno di una politica autenticamente riformista, una politica che la maggioranza uscente non è stata in grado o non ha voluto realizzare.

C’è dunque, da più parti, una forte aspettativa sulle capacità del centrosinistra di realizzare finalmente una politica riformista.

Una capacità che andrà misurata alla prova dei fatti.

E anche qui vogliamo essere chiari.

La UIL-SGK non può diventare un Sindacato di schieramento pena la perdita di credibilità e, successivamente, di rappresentatività.

Bisogna rimarcare la differenza dei ruoli e l’autonomia dei soggetti e bisogna accettare il primato della politica nella sua espressione parlamentare, frutto della libera volontà popolare, costituzionalmente garantita dal voto elettorale.

L’obiettivo del Sindacato deve essere quello di sostenere le politiche riformatrici e le forze che coerentemente intendono attuarle, senza mai identificarsi con esse né tantomeno delegando a loro la tutela e la rappresentanza degli interessi dei lavoratori, funzioni queste che spettano al Sindacato.

Noi dunque siamo autonomi, ma non restiamo indifferenti alla lotta politica, nella consapevolezza che non tutte le forze politiche sono uguali e che alcune sono più attente ai nostri interessi e più vicine alla nostra tradizione riformista.


CONTESTO INTERNAZIONALE: QUALI PROSPETTIVE

La situazione internazionale, che a causa della fortissimo indebitamento dei Paesi in via di sviluppo, crea una condizione sociale per più vasti strati di popolazione sempre più critica e difficile.

Per condurre ad un miglioramento sostanziale della situazione sociale del mondo, necessita un profondo cambiamento della qualità dei rapporti internazionali, è indispensabile una saggia e lungimirante cooperazione tra nord e sud, ma anche tra est ed ovest del mondo, e individuare regole condivise.

Dopo il crollo dei diversi stati nell’Europa medio-orientale, ed in particolare nei Balcani e in Afghanistan, vi sono stati diversi conflitti, ma anche a seguito del-

l’attentato terroristico al World Trade Center di New York nel settembre del 2001, si è pervenuti ad una ondata più vasta di destabilizzazione mondiale.

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Compresa la tanto discussa Guerra in Iraq, condotta dagli USA e dalla Gran Bretagna, illegittima secondo il diritto internazionale, perché non confermata dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

La guerra contro Saddam è finita. Ma la pace è ancora lontana. Il terrorismo è ben lungi dall’essere debellato.

Come UIL-SGK abbiamo ritenuto sin dall’inizio e tutt’ora riteniamo, questa guerra preventiva degli USA contro l’Iraq oltre che illegittima, sbagliata.

Certo è sicuramente un bene la caduta del regime sanguinario di Saddam Hussein, ma ci vuole ben altro per costruire la pace.

Noi sosteniamo quindi con convinzione il rilancio e il rafforzamento dell’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) uscita molto indebolita da questa vicenda.

Riteniamo l’ONU l’unica organizzazione internazionale adatta ad avere un ruolo centrale di equilibratore nella costruzione di un nuovo ordine mondiale.

Servono nuove regole internazionali, che diano all’ONU, la funzioni di mediazione e di regolazione nelle situazioni di crisi politiche, economiche e sanitarie.

L’ONU dovrebbe risolutamente costituire una più importante funzione di “ordine Democratico”, alla quale dovrebbero fare sempre riferimento le pro-poste di riforma di questa grande Organizzazione Internazionale (ONU).

Fra queste dovrebbero essere rafforzate e pienamente valorizzate anche le Organizzazioni minori, ma non meno importanti come l’Organizzazione Inter-nazionale del Lavoro (OIL-ILO).

Ma non solo, c’è da mettere in moto e da sostenere una politica mondiale dello sviluppo sostenibile nei confronti dei Paesi sottosviluppati, soprattutto in Africa.

La democrazia, la pace, la libertà, la giustizia sociale, non possono germo-gliare con la fame, l’ignoranza, lo sfruttamento indiscriminato delle persone, delle risorse e del territorio, in una parola con il sottosviluppo.

In questo contesto è importante che la UE (Unione Europea) faccia un passo in avanti, e che da unione economica diventi realmente anche una unione politica che le permetta di svolgere un ruolo attivo di pace sullo scacchiere mondiale.

Il Trattato commerciale Internazionale, detto GATT, cha a metà degli anni novanta, con le sempre più forti spinte per la globalizzazione economica mondiale, si è tramutata nell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO).

Questa si è sviluppata in un organismo economico sempre più grande e potente, ormai rappresentato da oltre 140 Stati del mondo, come cosiddetti “giocatori economici mondiali” (Global Players) senza una sufficiente legittimazione democratica.

Questa Organizzazione crea un vento sempre più freddo neoliberista, mettendo in atto un generale decremento delle politiche sociali in tutto il mondo.

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Proprio perciò il WTO è al centro della critica della Società Civile, in quanto questo si è creato un meccanismo di conciliazione e di arbitrato potente, con il quale può decidere addirittura delle sanzioni economiche, perfino verso Amministrazioni politiche, se degli interessi economici di grandi società multinazionali sembrano, anche parzialmente lesi.

Una possibilità, che nemmeno l’ONU, in qualità di rappresentanza degli Stati del Mondo può annoverare come propria prerogativa.

All’interno dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO), sta ora avanzando nel cosiddetto “Round del Millennio”, una grande proposta di ac-cordo globale sul commercio dei servizi, chiamato GATS (General Agreement on Trade in Services).

Questa proposta di accordo globale tende a spingere in maniera insostenibile verso una totale liberalizzazione e privatizzazione di ambiti della nostra vita quotidiana, che finora erano di competenza delle Amministrazioni Pubbliche elette, come l’acqua potabile, la Sanità, la nettezza Urbana, i servizi sociali, l’energia, le attività culturali, ecc.

Insomma, vorrebbero fosse inserito, il concetto del mercato e del profitto in tutti gli ambiti della nostra vita sociale.

Questa proposta d'accordo globale non può, e non deve essere realizzata in questi termini, perchè significherebbe un abbattimento del nostro sistema di stato sociale europeo conquistato con tante lotte e tanti sacrifici, e che ha portato e costruito una vasta coesione sociale ed uno spirito di solidarietà diffusa.


RILANCIARE L'EUROPA SOCIALE: GLOBALIZZARE I DIRITTI

Prima il NO della Francia e poi ancora un NO più marcato da parte dell'Olanda, hanno dato un duro colpo per il processo di Unione Europea.

Al voto era sottoposto il trattato Costituzionale. Ma in realtà come hanno rile-vato autorevoli commentatori (Monti, Romano, Amato) i cittadini francesi e olandesi più che il "testo" hanno guardato al "contesto".

Ove per "contesto" si intendono i grossi problemi di occupazione, di delocalizzazione delle aziende e ancora di integrazione sociale e culturale dei cittadini extraeuropei.

Il Sindacato, da sempre convintamente Europeista, deve essere preoccupato di tale voto, che ha unito in Francia l'esterma destra di Le Pen con la sinistra Trozkista.

Certo con slogan e obiettivi diversi, anzi antitetici: Le Pen contro L'Europa, la sinistra Trozkista per una Europa più sociale.

Il risultato però è stato solo uno: rimettere in discussione il processo di Unione Europea.

Noi riteniamo allora che vada rilanciata con forza l'Europa Sociale.

Per avvicinare di più i cittadini alla Unione Europea necessita inoltre aprire un dibattitto a tutto campo anche di conoscenza dei popoli della Nuova Europa.

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Si deve recuperare ad esempio rispetto ad un allargamento ai nuovi dieci Stati, fatto senza coinvolgere i cittadini. Necessita quindi un processo che oltre ai governanti coinvolga soprattutto i cittadini.

E' fondamentale avere un progetto condiviso e comune in tutta Europa per competere, non solo economicamente, con gli USA, la Cina e l'India.

L'Europa deve avere un progetto politico e praticare la globalizzazione dei diritti. E bisogna partire innanzittutto dai Paesi Europei e da quelli candidatti ad entrare nella UE: Bulgaria e Romania. Paesi in cui il lavoro ha ancora pochi diritti. La Romania ad esempio è il Paese in cui più si è delocalizzato aziende tessili, ma non solo dall'Italia, ma anche da altri Paesi Europei.

Non è questo, quello che il Sindacato intendeva per libero Mercato. Il Sinda-cato, e la UIL-SGK in particolare, intende libero mercato una situazione senza dazi, di leale concorrenza a parità di trattamento e con regole chiare e condivise: no al lavoro nero, no al lavoro minorile, orari di lavoro certi e salari giusti. Purtroppo oggi non è così in molti Paesi: dalla Cina all'India, ma anche in Romania e Bulgaria, abbiamo situazioni negative che vanno superate con una politica attiva, coordinata dalla Unione Europea.

La concorrenza è tale, solo se vi sono parità di condizioni sociali ed econo-miche, per questo noi ci battiamo per la Globalizzazione dei Diritti.

Senza una vera e praticata globalizzazione dei diritti vi sarà solo una globalizzazione falsata dell'economia, che renderà più ricche poche persone ma più poveri i popoli.


LA NOSTRA COSTITUZIONE

Il prossimo 25 giugno, i cittadini tutti, saranno nuovamente chiamati alle urne.

Noi auspichiamo un risultato referendario in cui prevalga la necessità di salvaguardare, in tutto il territorio nazionale, i diritti fondamentali dei cittadini (a partire dalle pari opportunità in tema di struzione e tutela della salute) intaccati dal Disegno di Legge di revisione della Costituzione.

Al referendum costituzionale la UIL-SGK, come del resto la UIL Nazionale, da indicazione di votare "NO", per salvaguardare la nostra Carta Costituzionale e per dare stabilità alle nostre istituzioni.

Ma l’auspicio è anche un altro: che successivamente al referendum, il Parla-mento, in maniera riflessiva e condivisa, apporti le necessarie modifiche, ma senza stravolgimenti, alla nostra Carta Costituzionale vigente dal 1948.


CONCERTAZIONE

La UIL per prima, agli inizi degli anni ottanta, ha proposto il metodo della concertazione, non solo come metodo di confronto, ma di condivisione delle soluzioni dei problemi.Ora accade che tale filosofia, dopo aver fatto molta strada, basti ricordare l’importante accordo del luglio 1993, sulla politica dei redditi, con Azelio Ciampi Presidente del Consiglio, si sia arenata.


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Il Governo Berlusconi ha seguito, infatti, tutt’altra strada. Prima ha parlato di dialogo sociale, poi ha abbandonato anche quello.

Auspichiamo quindi che il prossimo Governo Nazionale, riprenda in maniera convinta la strada maestra della Concertazione.

Sul metodo della concertazione, abbiamo però un problema anche nella nostra Provincia. La UIL-SGK ha tentato, più volte, di rilanciare la Concerta-zione anche in sede provinciale.

Lo abbiamo fatto con un ampio Documento di proposte, stilato prima delle elezioni provinciali, ottobre 2003.

Documento che affrontava molte tematiche importanti, con proposte volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini: Lavoro e formazione, Scuola e Università, Sanità e Assistenza, Politica della Casa e Carovita.

Lo abbiamo fatto, nel 2004 e nel 2005, in merito alla non autosufficienza, alle zone produttive, alla ricerca e innovazione, al rilancio dell’economia provinciale, alle regole per una reale concorrenza commerciale.

Ma dalla Giunta Provinciale ci è stato riproposto, quasi esclusivamente, solo il confronto con il Presidente della Giunta Luis Durnwalder.

Ci sono state solo tre lodevoli eccezioni: l’Assessora Gnecchi sulla Legge Ricerca e innovazione, l’Assessore Theiner sulla Riforma della Sanità e l’Assessore Saurer sull’apprendistato.

Così non va! Questa non è concertazione.

La Giunta Provinciale nella seduta del 16 gennaio 2006, ha delineato un calendario, per il 2006 e il 2007.

Un calendario operativo di impegni per il varo di una serie di importanti riforme: la legge sull’immigrazione, la legge di riforma dell’apprendistato, la legge per il Fondo per la non autosufficienza, il Piano di sviluppo territoriale LEROP, la legge sulla toponomastica, il Piano sociale, la legge di riforma sanitaria, la legge su ricerca ed innovazione, la legge urbanistica, la legge sulla riforma scolastica.

Ora riteniamo giusto e doveroso che la Giunta Provinciale affronti, al suo interno, in modo organico le varie problematiche, come ha fatto ad esempio sulle nuove povertà.

Ma riteniamo anche fondamentale e ineludibile un confronto aperto e serrato anche con le forze sindacali, imprenditoriali e sociali di questa Provincia.

Siamo convinti che praticare una vera concertazione sociale porterebbe a condividere di più l’Autonomia Provinciale, a viverla in modo più consapevole.

In politica il consenso è fondamentale, ma il consenso non è solo avere molti voti, è anche costruire una rete sociale di consenso nel merito, sui vari temi.

E’ quindi, per noi, importante che la Giunta Provinciale, cambi metodo, si apra ad una reale concertazione, che incontri tutte le parti sociali e impren-ditoriali, durante il percorso di elaborazione delle nuove leggi di riforma.

Dobbiamo quindi lavorare, in maniera unitaria, per far diventare tali incontri dei momenti reali di concertazione su temi che intervegono direttamente sulla


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qualità della vita quotidiana dei nostri rappresentati, e lo possiamo fare solo se sapremo costruire, come sindacati delle proposte concrete e condivise.


RILANCIARE L’ECONOMIA PROVINCIALE

L'economia provinciale indica dei chiari sintomi di difficoltà. I Sindacati Confederali lo dicono da quasi due anni, poi lo ha certificato, con una puntuale ricerca di fine 2005, anche l'Istituto Ricerche Economiche (IRE) della Camera di Commercio di Bolzano.

Già nel febbraio 2005 avevamo anche tenuto, come UIL-SGK, una partecipata assemblea provinciale di quadri e delegati sulla crisi industriale e sullo stato dell'economia provinciale, con la presenza di Luca Colonna della Segreteria Nazionale UILM.

Assemblea che non aveva solo denunciato lo stato d'oggettiva difficoltà dell'economia altoatesina, soprattutto del settore industriale, ma che aveva anche espresso puntuali proposte e linee strategiche d'intervento.

Ora dopo i dati resi noti dall'IRE - Camera di Commercio rilanciamo e ampliamo quelle proposte, per poter reagire alla situazione di difficoltà in maniera coordinata, per non dare una risposta di solo tamponamento della situazione di difficoltà, ma attraverso un piano strategico di medio - lungo periodo, che affronti i nodi di fondo del malessere della nostra economia. Piano strategico che si deve articolare in più direzioni:

- Formazione continua dei lavoratori. Ritieniamo che Investire sulla formazione sia la scelta strategica e indispensabile per tutte le aziende e quindi per l’economia, la prima risorsa su cui investire, per la UIL-SGK, è la risorsa umana: la persona deve essere al centro del processo produttivo.

- Investire in processi e nuovi prodotti, è fondamentale non solo per l'industria, ma anche per l'artigianato, per poter ampliare e qualificare la gamma dei prodotti, in particolare quelli per l'esportazione.

- Supportare la ricerca e l'innovazione sui nuovi prodotti.

- In questo contesto deve anche essere visto e pianificato l'ampliamento della zona produttiva di Bolzano Sud. Vogliamo essere chiari, noi non vogliamo bloccare "per principio" nuove zone produttive, vitali per alcune aziende, ma per noi è fondamentale effettuare una verifica puntuale sul reale utilizzo delle aree e delle cubature site nelle varie zone produttive di Bolzano.

Si parla molto di sviluppo sostenibile: ciò andrebbe soprattutto praticato con un uso più equilibrato del territorio. Naturalmente se verificata la necessità di ulteriori aree produttive, la zona migliore per il suo ampliamento, per la UIL-SGK, è sicuramente, come individuato dalla Giunta Provincisale, sotto via Einstein.

- Riteniamo inoltre, che vadano rivisti i criteri di assegnazione del terreno pro-duttivo, indicando chiaramente le priorità, che per noi sono: aziende che creano nuova occupazione, aziende di prodotti innovativi, aziende che investono in ricerca e aziende di Bolzano che necessitano di un ampliamento. Inoltre riteniamo utile verificare, il dimensionamento e il reale utilizzo anche

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delle zone produttive degli altri compensori: ciò per uno sviluppo eco-sostenibile, armonico e articolato dell'industria, dell'artigianato e dei servizi su tutto il territorio provinciale.

- Nel contempo vanno intensificati gli sforzi per la riduzione dell'economia sommersa e del lavoro nero (circa il 17% del PIL provinciale)

- In agricoltura va assolutamente diversificata la produzione, come si è fatto ad esempio con gli asparagi a Terlano, le albicocche in Val Venosta o con le fragole in Val Martello. Dall'altra bisogna puntare sempre di più sulla qualità e molto meno sulla quantità.

- Anche nel settore turistico necessita una messa a punto, che in parte è già iniziata con la nuova strategia di marketing provinciale. Ma il marketing da solo non basta. Bisogna anche migliorare l'offerta turistica, ma fare attenzioni anche ai prezzi.

In conclusione rileviamo, però, che tutto questo si può fare solo praticando realmente la concertazione.

Rilanciamo pertanto la proposta di un tavolo di concertazione tra Giunta Provinciale, Associazioni Imprenditoriali e Organizzazioni Sindacali.


AFI - IPL ISTITUTO PROMOZIONE DEI LAVORATORI

Per fare bene il “mestiere” di sindacato c’è sempre più bisogno di conoscere, di capire, di studiare, di produrre idee e proposte: in questo, per noi il ruolo dell’AFI-IPL (Istituto per la Promozione dei Lavoratori) è centrale.

L'AFI-IPL è diventato sempre più un Istituto non solo di promozione dei lavoratori, ma anche un importante strumento di ricerca e di conoscenza del mondo del lavoro, ciò a beneficio dell'intera comunità provinciale.

Partner quindi non solo dei Sindacati dei lavoratori, ma anche di varie Istituzioni e uffici provinciali.

Per questo la UIL-SGK ritiene fondamentale il suo potenziamento.


RICERCA E INNOVAZIONE

Pur avendo la nostra Provincia molti parametri positivi: primo fra tutti, uno dei più bassi livelli di disoccupazione a livello Europeo, il 2,7% e inoltre per la

buona qualità di vita siamo fra le prime regioni europee, dobbiamo segnalare qualche crepa nella nostra economia.

Siamo infatti in presenza nella nostra Provincia di alcuni chiari segnali di crisi, anche se con situazioni molto diversificate.

Vi sono infatti molte aziende in crisi (Memc, Speedline, Alcoa, Westan, Ivoclar, Argenti, Roechling, …), ma con motivazioni diversificate: di prodotto, finanziarie, di mercato, inoltre dobbiamo registrare un aumento dei fallimenti di aziende.

La stessa Camera di Commercio nella sua recente indagine, ha constatato la scarsa competitività di molte aziende sul mercato internazionale.


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Oggi, rispetto a trent'anni fa, abbiamo, per una scelta urbanistica lungimirante degli anni 70, una struttura industriale distribuita su tutto il territorio provinciale. Abbiamo ormai una struttura policentrica di zone produttive: Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Vipiteno, Laives, Egna, Silandro…

Abbiamo molte aziende con un mercato internazionale: Leitner, Roechling, Elektrisola, Durst, Acciaierie, Iveco, Memc, Finstral, Speedline,Thun, Hoppe, Senfter…

In questi anni la nostra struttura industriale, come del resto la struttura industriale italiana è cambiata. Meno grandi fabbriche, un tessuto produttivo più diversificato e composto soprattutto di piccole e medie aziende.

Ma la globalizzazione del mercato, la fine dei dazi doganali e quindi la libera circolazione delle merci, ci mette di fronte, tutti: istituzioni, imprenditori e sindacati dei lavoratori a una realtà in grande e continuo cambiamento.

In una realtà che cambia così velocemente riteniamo fondamentale puntare, convintamente, anche nella nostra provincia sulla Ricerca e sull'Innovazione.

Noi dobbiamo avere un tessuto produttivo sempre più competitivo, con prodotti di qualità.

Non avrebbe nessun senso inseguire la Cina sui prodotti standard, avremmo già perso in partenza.

La nostra economia deve invece essere capace di ampliare l'offerta di prodotti di qualità anche al mercato cinese, che ricordiamolo è un mercato di oltre 1.300.000.000 persone.

Ad esempio, perché, non pensare ad un’industria di pannelli solari e attrezzature fotovoltaiche, avendo già a Sinigo – Merano, un importante impianto di produzione di silicio iperpuro: la Memc.

L'obiettivo dell'Unione Europea indicato negli accordi di Lisbona è di investire nella ricerca il 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Oggi in Alto Adige, siamo ancora sotto l'1%. Dobbiamo perciò colmare in tempi brevi tale enorme divario.


La decisione della Giunta Provinciale di creare a Bolzano, negli edifici ex Alumix, un Polo tecnologico, il TIS, ci trova pertanto d'accordo.

Per essere chiari: per poter mantenere gli attuali livelli occupazionali ed avere un buon lavoro dobbiamo avere aziende sempre più competitive.

Pertanto riteniamo che il Polo tecnologico sia un passo fondamentale nella direzione di questo processo, in cui bisogna coinvolgere anche, e soprattutto, le imprese private e che quindi sempre più aziende investano in ricerca.

Auspichiamo che anche la nuova Legge Provinciale sulla riverca e innovazione vada nella direzione giusta, legge che per noi deve avere due punti di forza: coordinare tutte le iniziative pubbliche e private rivolte alla ricerca e all’innovazione e garantire un flusso congruo e costante di finanziamento.


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FORMAZIONE CONTINUA E APPRENDISTATO: UNA SCELTA STRATEGICA.


Abbiamo detto di ricerca ed innovazione quale strumento importante per la competività delle Imprese. Ma per una migliore competitività delle imprese manca un altro tassello: lavoratrici e lavoratrori sempre più preparati e qualificati.

In questo contesto riteniamo fondamentale il ruolo della formazione nelle sue varie articolazioni: apprendistato e formazione continua.

Fondamentale e strategico risulta, quindi, il ruolo dell'apprendistato per un miglior inserimento lavorativo dei giovani. Va ricordato, infatti, che nella nostra provincia l'apprendistato ha una lunga e consolidata tradizione.

La competenza legislativa provinciale primaria per la formazione professionale e quella secondaria sull'apprendistato hanno contribuito all'affermazione del "sistema duale". Tale sistema coniuga la formazione pratica tramite l'attività lavorativa in azienda, con la formazione scolastica attraverso la frequenza di una scuola professionale.

La funzionalità di tale modello rispetto alle caratteristiche del sistema produttivo locale si riflette, infatti, positivamente in un numero di apprendisti più elevato rispetto alla media nazionale.

Oggi abbiamo più di 5.000 apprendisti, presenti nei vari settori produttivi: costruzioni e legno 36 %, commercio 26 %; metalmeccanico 8,8 % e nel settore alberghiero 8,6 %.

E' evidente quindi che l'apprendistato è l'istituto tradizionalmente più diffuso tra i giovani e quindi è l'istituto più usato per l'inserimento nel mondo del lavoro.

La Legge n. 30/2003 ed in particolare il decreto legislativo d’attuazione n. 276/2003 ha modificato, innovandolo, l'istituto dell'apprendistato.

In particolare, il decreto 276, ha previsto l'introduzione di due nuovi livelli. Accanto all'Apprendistato di primo livello, quale espletamento del diritto/ dovere d’istruzione formazione, sono stati introdotti:

Il Consiglio Provinciale ha quindi modificato la legge provinciale sull'ap-prendistato (L.P. n. 6/97), introducendo i due nuovi livelli.

Questa nuova legge non ha trovato il nostro pieno consenso, anche perché, in parte peggiorativa della Legge 30.

Noi, lo ribadiamo, riteniamo determinante formulare chiaramente ruoli e ambiti dei tre livelli. Togliendo ad esempio al primo livello la stretta connessione tra apprendistato ed attività artigiana, che ne limita fortemente le potenzialità di formazione per altri importanti settori, ad esempio l'industria.

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Altro punto per noi è, che l'apprendistato professionalizzante trovi una sua corretta e chiara regolamentazione, e che non sia considerato a carattere residuale, rispetto all'apprendistato di primo livello.

Va inoltre evidenziato che il decreto legislativo n. 276/2003 attribuisce alle parti sociali (sindacati e associazioni imprenditoriali) un ruolo attivo e vincolante nella determinazione delle attività professionali oggetto d’apprendistato, perciò è indispensabile che la legge provinciale, che andrà sicuramente rivista, introduca una procedura condivisa tra provincia, sindacati e imprenditori.

Sulla formazione continua riteniamo che vadano utilizzati al meglio gli strumenti dei fondi interprofessiionali (0,30), in particolare Fondimpresa e Fondartigianto.

Necessita quindi un maggior impegno anche da parte sindacale. (ma su questo, oltre che sul settore Artigianato, interverrà Franco Lago).


IMMIGRAZIONE

La nostra società sta cambiando velocemente, in particolare per l’immigra-zione nella nostra Provincia di molti lavoratori neocomunitari (6.800), in parti-colare slovacchi, polacchi, ungheresi e cechi, con una crescita annua di 700-800 unità all’anno.

Ma soprattutto registriamo una importante immigrazione di lavoratori extraue (18.000), in particolare provenienti dall’Albania, Marocco, Pakistan, Serbia-Montenegro, Macedonia, India…

Vi diamo solo un dato significativo: nel settore edile, che registra ben 17.000 occupati, il 24,3 % sono lavoratori stranieri.

In totale abbiamo circa 25.000 lavoratori “stranieri”, che noi chiamiamo nuovi cittadini.

A loro chiediamo di comportarsi bene, di coniugare diritti e doveri, ma a questi, che non possono essere considerati solo come forza lavoro, dobbiamo offrire, oltre che un lavoro, un alloggio dignitosi e costruire assieme loro un percorso di integrazione alla nostra società: nessuno sia escluso, nessuno si senta straniero.

Noi abbiamo iniziato questo percorso prima con alcuni delegati di base, in vari settori (edilizia, meccanici, chimici, agroalimentare).

Dal gennaio 2005 abbiamo un servizio immigrati UIL-SGK, che opera oltre che a Bolzano a Merano e Bressanone, gestito da Artan Mullaymeri. A lui abbiamo dato piena fiducia e il pieno appoggio. Ebbene dobbiamo dargli atto che svolge un servizio qualificato, sempre vicino ai cittadini. Caro Artan, grazie per la tua qualificata collaborazione.

Ma sicuramente possiamo e dobbiamo fare di più, in particolare creando migliori sinergie tra le nostre categorie ed il servizio immigrati, il Patronato ITAL, l’Ufficio Vertenze e il Servizio Fiscale CAF.


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PER UN FISCO GIUSTO

Vogliamo inoltre dire alcune cose precise sul tema fisco: sulle tasse.

Se vogliamo uno Stato e una Provincia efficiente, con delle buone infrastrutture, un buon stato sociale, dei buoni servizi, una sanità efficace e di qualità, investimenti nell’edilizia popolare, … le tasse sono utili e sono lo strumento fondamentale per garantire questo.

Ma il problema sta a monte: dobbiamo rivendicare un fisco giusto ed equio, in cui ognuno paga in rapporto alle proprie capacità di reddito e di patrimonio.

Molti di noi ricordano ancora la grande iniziativa della UIL Nazionale e di tutte le strutture UIL sul territorio degli inizi degli anni 80: “Io pago le tasse e tu?”.

Iniziativa che lanciò la UIL come sindacato dei cittadini.

Da allora molta strada si è fatta, ma il problema fisco, con la grande evasione ed elusione fiscale è ancora lì.

Noi riteniamo, infatti, che il problema di un fisco giusto sia più che attuale. Basti vedere i dati statistici annuali sulla distribuzione della ricchezza in provincia, ogni anno la più povera risulta la Val Gardena.

O la situazione fiscale dei contadini.

E qui vogliamo essere chiari: aiutare l’agricoltura di montagna, con infrastrutture (strade, acquedotti, elettrificazione, contributi mirati) è una scelta giusta e lungimirante, vuol dire anche difesa del territorio e creare condizioni favorevoli contro lo spopolamento delle zone montane.

Altra cosa è, ad esempio, esentare dall’ICI o dare contributi a pioggia, ai contadini che vivono e operano in pianura.

Ribadiamo, ognuno deve contribuire alle casse dello Stato, in base alle proprie capacità economico – finanziarie, reddituali e patrimoniali, come del resto afferma anche la Costituzione Italiana.

E qui ribadiamo, inoltre, la nostra contrarietà all’esenzione dell’ICI sugli immo-bili commerciali di proprietà della Chiesa.


IL BUON LAVORO

Il 23 marzo 2006 è stato presentato a Bolzano, una puntuale ricerca sui lavoratori e le lavoratrici atipici dell’Alto Adige.

La ricerca è stata curata da AssForSEO, una qualificata società di formazione, e alla quale ha dato la sua collaborazione, anche, la nostra organizzazione.

Tale ricerca ha rilevato una situazione articolata: basso numero di lavoratori interinali (somministrazione di lavoro, secondo la pessima definizione della Legge 30), circa duecentocinquanta.

Ha rilevato invece un grande uso di collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co) nel pubblico e di contratti a progetto (co.co.pro.) nel privato.

In particolare ha rilevato un notevole utilizzo della Legge 30, da parte delle pubbliche amministrazioni: Provincia, Comuni, Comprensori, Azienda Servizi Sociali.

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Lo diciamo con chiarezza, noi siamo per la flessibilità contrattata (part-time, lavoro a turni, …), e qui il ruolo della contrattazione diventa dunque decisivo. Ma siamo assolutamente contrari alla precarietà.

Per la UIL-SGK la principale risorsa di un’Azienda è il lavoratore/la lavoratrice, fatto/a di conoscenza, di talento, di professionalità e di saperi continuamente aggiornati.

Quindi un conto è far entrare i giovani nel mercato del lavoro usando con intelligenza l’apprendistato o la formazione lavoro, altra cosa è usare in maniera indiscriminata il contratto di lavoro a tempo determinato.

Noi abbiamo il compito di evitare che si continui a confondere erroneamente la flessibilità con la precarietà. Mentre la prima è una condizione che può generare opportunità, la seconda è la conseguenza della mancanza di certezze.

In questa direzione una modifica sostanziale della Legge 30 è fondamentale, da una parte per ridurre drasticamente le figure atipiche previste, ripensando anche ad una nuova formulazione del contratto di formazione lavoro, e dall’altra per inserire i necessari amortizzatori sociali per rendere effettivamente flessibile e non precario il lavoro atipico.

E buon lavoro vuole dire, per noi, anche sicurezza e quindi riteniamo inoltre importante un monitoraggio costante delle fabbriche, per la salvaguardia della salute dei lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente, in un'ottica di prevenzione.

Potenziare e coordinare al meglio la lotta agli infortuni sul lavoro, aumentando la formazione degli imprenditori e dei lavoratori. Ribadiamo inoltre la nostra richiesta, di unificare tutte le competenze relative alla sicurezza sul lavoro in un unico assessorato provinciale, per ora si è fatto so-lo un passo in avanti con il coordinamento di tutti gli uffici provinciali preposti.


SCUOLA E UNIVERSITA'

La scuola, luogo di conoscenza e di saperi, è e sarà sempre più una delle più importanti protagoniste della crescita della società.

L'Autonomia delle Istituzioni Scolastiche, per arricchire la qualità e le competenze dell'intera comunità, dovrà essere esercitata puntando alla fattiva cooperazione tra le stesse.

Per un aumento della conoscenza e formazione dei nostri giovani va proseguito e intensificato l'insegnamento non solo delle due lingue base: italiano e tedesco, ma puntare all’insegnamento generalizzato anche dell'inglese, strumento utile anche per una maggior integrazione europea.

L'Università, con le sedi di Bolzano e Bressanone è partita bene, ma ha ancora pochi e insufficienti rapporti con la Società altoatesina.

Si tratta di farla avvicinare e radicare sempre più al territorio, con un rapporto diretto con le Imprese, il Mondo Economico e le Associazioni Sociali ed inoltre istituendo nuovi corsi di laurea brevi o nuove facoltà: lingue, agraria - forestale e studi sociali.


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SANITA’ E ASSISTENZA

Il Sistema sanitario provinciale va ridisegnato e adeguato alla nuova realtà che si è determinata: cresce enormemente la spesa e i cittadini pongono nuovi bisogni.

Le Organizzazioni Sindacali Confederali, già in diverse occasioni hanno posto il problema della sostenibilità della spesa sanitaria chiedendo innanzi tutto l’eliminazione degli sprechi, soprattutto nel campo dell’edilizia ospedaliera e dell’arredo.

Inoltre si pone la questione ormai non più rinviabile della riorganizzazione, razionalizzazione e di una maggiore efficienza del sistema amministrativo del Servizio sanitario.

Anche noi ribadiamo pertanto necessario ridurre il numero delle Aziende Sanitarie (ASL) da quattro ad una, come già rivendicato nel Documento dell’Ottobre 2003, ma questo va attuato mediante un percorso di condivisione e di concertazione con i Sindacati.

E soprattutto ricordando che il primo obiettivo è la qualità del servizio sanitario, la riduzione dei tempi di attesa per le visite specialistiche, per dare un servizio efficace ai cittadini e la qualità del lavoro per gli addetti.

Anche le funzioni delle strutture ospedaliere vanno riviste, convertendo gli ospedali minori in centri di eccellenza e in centri di lungo degenza, rafforzando le strutture di base come i presidi socio sanitari, responsabilizzare maggiormente il sistema e la cultura della medicina di base, dei distretti territoriali, del sistema informativo e dell'educazione alla prevenzione.

La questione dei tickets va completamente rivista, non dimenticando che i cittadini pagano le tasse anche per la sanità. Perciò vanno eliminati i tickets sui ricoveri ospedalieri, mentre quelli sui farmaci e sul pronto soccorso, vanno ricondotti esclusivamente e simbolicamente a funzione educativa per lasciare il pronto soccorso ai casi di effettiva urgenza.

La UIL-SGK ribadisce l’importanza, la necessità e l’urgenza dell’istituzione del “Fondo per la non autosufficienza” come risposta ad un nuovo fenomeno sociale, quello dell’allungamento della vita e quindi dell’aumento anche delle persone non autosufficienti.

Oggi, infatti, sono in vertiginoso aumento sia i costi per le famiglie che hanno a carico persone non autosufficienti, che per la Provincia.

Bisogna quindi non solo prendere atto del fenomeno, diffuso in tutta l’Europa, dell’aumento dell’aspettativa di vita e dell’invecchiamento della popolazione, ma agire coerentemente.

La partecipazione alla spesa da parte dei cittadini, dovrà essere in pro-porzione alle reali capacità economiche delle persone e/o delle famiglie, tenendo conto non solo dei loro redditi, ma anche del loro patrimonio, e qui

vogliamo essere chiari: non va conteggiata la prima casa.

Nel contempo vanno individuate le prestazioni che erogherà il Fondo.


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Sollecitiamo infine, l’attivazione del redditometro provinciale, quale strumento per determinare la capacità economica dei cittadini ai fini della loro parte-cipazione o esenzione, alle spesa per tutte le prestazione sia assistenziali che sanitarie, per la casa, la scuola, ...

POLITICA DELLA CASA

La possibilità di trovare un’abitazione, adeguata alle proprie esigenze, in affitto o in proprietà ed a prezzi accessibili, rappresenta ancora un grave problema per una parte importante di cittadini della nostra provincia.

Anche se dobbiamo ricordare che bel il 72 % delle famiglie vive in casa di proprietà. La UIL-SGK riconosce che, in questo campo, molto è stato fatto negli ultimi anni.

Tuttavia riteniamo utile che, la Provincia dia ai cittadini la certezza che nei prossimi due anni l’emergenza casa sarà finita.

Per questo la Giunta Provinciale dovrebbe secondo noi, agire sui seguenti punti:


CAROVITA E STRUTTURA DI VENDITA

E parliamo di carovita in Provincia. E lo vogliamo fare con una serie di considerazioni e proposte, perché riteniamo che la situazione stia diventando sempre più insopportabile.

Vi sono, infatti, sempre più famiglie con redditi medio - bassi che fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese: infatti finisce prima la pensione o il salario che il mese!

Ma da dove partono i problemi dei prezzi alti?


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Secondo noi partono innanzittutto dalla situazione dell'attuale rete distributiva, che è si buona per la quantità di punti vendita, ma è di fatto un duopolio e quindi non garantisce una reale concorrenza e pertanto non risponde sicuramente alla esigenze dei cittadini - consumatori.

La mancata risposta a questo reale bisogno ha infatti portato molti cittadini - consumatori a adottare i seguenti comportamenti:

a - pendolarismo commerciale verso altre provincie, in particolare Trento, Rovereto, Verona e Innsbruck, per acquistare prodotti alimentari e di abbigliamento, di marca a prezzi più vantaggiosi e concorrenziali;

b - rivolgersi per gli acquisti per i beni alimentari di prima necessità ai cosidetti punti vendita 'Discount", con un rapporto qualità / prezzi non sempre soddisfacente;

c - riduzione dei consumi.

Nel frattempo è sorta, a Bolzano, la cooperativa di consumo Kon Coop, della quale siamo stati anche noi, nel maggio 2005, cofondatori.

Nel marzo 2006, è poi finalmente partito, il primo punto vendita della Kon Coop, ai Piani di Bolzano.

Oggi i consumatori hanno una scelta in più.

Più qualità e prezzi più bassi: questo era e rimane il nostro obbiettivo.

Esprimiamo quindi la piena soddisfazione della Camera Sindacale UIL-SGK Alto Adige per questo primo risultato.

La speranza è che gettato il primo seme, si radichi e cresca, in città e in Provincia, come ha fatto ad esempio la cooperativa di Salorno.

Ma per riequilibrare tale situazione e rispettare quindi gli obiettivi che la Legge e il Piano Provinciale stessi si propongono, che val qui la pena richiamare: “assicurare il buon funzionamento del mercato, evitando la forma-zione di imprese o gruppi di imprese con posizioni dominanti e mantenere prezzi equi al consumatore”, servono secondo noi, una serie di interventi mirati che qui di seguito elenchiamo.

1 - Superare la rigida quantificazione delle soglie del possibile incremento delle superfici di vendita, valutando di volta in volta e secondo i casi, l'opportunità di autorizzare ampliamenti e nuove aperture, evitando così di favorire l'ampliamento delle strutture preesistenti rispetto alle nuove aperture.

2 - Per l'apertura di nuovi grandi strutture di vendita, creare le condizioni, nel rispetto della libera concorrenza, affinchè altri gruppi imprenditoriali, possano inserirsi nel mercato locale della grande distribuzione: sia alimentare che dell’abbigliamento.

3 - Modificare la Legge Urbanistica provinciale, al fine di prevedere uno sviluppo equilibrato del commercio al dettaglio anche nelle zone produttive di Bolzano, Merano e Bressanone. Individuando le relative superfici all'interno delle quote riservate al terziario, senza così ridurre le aree dedicate all'indu-stria e/o all'artigianato.

4 - Riconoscere ai Comuni un ruolo più attivo rispetto alle autorizzazioni, sia per quanto attiene gli ampliamenti, che per nuove aperture.

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5 - E' inoltre opportuno, istituire un sistema coordinato di monitoraggio, riferito all'entità e all'efficienza della rete distributiva, costituendo anche un apposito osservatorio, che veda coinvolti tutti i soggetti interessate.

Con questi interventi mirati di medio e lungo periodo riteniamo si possa arrivare ad una struttura commerciale meno squilibrata, che superi realmente il duopolio attuale e che permetta, quindi, una maggior concorrenza sul mer-cato, e quindi di offrire ai cittadini - consumatori dei prodotti di qualità a prezzi più bassi.


CONTRATTAZIONE

Sul tema della contrattazione è in corso da alcuni anni un dibattito fra i sindacati. Spesso sembra apparire, che vi siano due fazioni: quella per il contratto nazionale e quella per la contrattazione territoriale/aziendale.

Certo, ci sono delle visioni diverse tra CGIL, CISL e UIL, ma noi riteniamo, se entriamo nel merito, che non siano poi posizioni così inconciliabili.

Per noi, e lo vogliamo dire con chiarezza, non c’è da scegliere tra contratto nazionale e contrattazione territoriale o aziendale, non sono due livelli alter-nativi.

Innanzitutto, vivendo noi in Alto Adige, dobbiamo partire dalla constatazione che per alcuni importanti settori la contrattazione provinciale è ormai diventata di primo livello e quindi slegata da contratti nazionali: provincia, comprensori, comuni, sanità e magazzini di frutta. La scuola invece vive una situazione ibrida, ma comunque legata al contratto nazionale.

Detto questo però noi ribadiamo la estrema utilità di entrambi i livelli, che per noi hanno ruoli distinti e ben determinati.

Il contratto nazionale dovrebbe scrivere una chiara normativa e stabilire le retribuzioni minime uguali su tutto il territorio nazionale.

La contrattazione territoriale o aziendale dovrebbe, invece, contrattare in relazione alla situazione economica in cui si vive e in relazione alla produttività dell’impresa o di settore ulteriori quote di retribuzione, servizi (mensa, trasporti, …).

E su questo, le categorie dei devono dotarsi, sempre più, di una chiara stra-tegia per aumentare le nostre capacità di contrattazione nei vari settori e con-solidare così il livello territoriale, praticato ancora oggi da poche categorie. In particolare va assunta una specifica iniziativa per la contrattazione nell’artigianato.


PREVIDENZA

Le due gambe: previdenza pubblica e previdenza complemantare. Rimandiamo all’Intervento di Franco Lotito Presidente CIV INPS e rela-tivamente al Laborfonds, alla comunicazione di Helmut Bachmayer, compo-nente il Consiglio di Amministrazione, su indicazione UIL-SGK.


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PER L'UNITA' SINDACALE SERVE COERENZA.

"Ci sarebbe bisogno anche in Alto Adige - Südtirol di una forte intesa tra i Sindacati Confederali". Così scriveva Guido Laconi su uil-sgk INFORM 3/2005.

Purtroppo i comportamenti nella pratica si sono sviluppati in un modo molto diverso. E ci riferiamo in particolare all'ASGB, il sindacato autonomo sudtirolese che organizza, per sua scelta, solo lavoratori tedeschi e ladini.

Un diverso comportamento, che ha avuto inizio con l'incontro con il Presidente della Giunta Provinciale di primavera 2005, dove accanto ad un documento unitario, l'ASGB presentava anche un suo documento.

Anche in merito alle grandi strutture di vendita l'ASGB non ha firmato la lettera sindacale unitaria inviata all'Assessore Frick.

Ma veniamo all'atto più grave compiuto dell'ASGB. La firma di un accordo provinciale con APA - LVH di costituzione di una nuova Cassa Edile in provincia di Bolzano. Un accordo, che noi abbiamo giudicato in modo molto negativo, ove l'ASGB ha fatto da spalla all'APA - LVH per la modifica (illegittima) di alcuni articoli del CCNL e di alcune parti del contratto integrativo provinciale siglato assieme alle federazioni di categoria FeNEAL UIL-SGK, FILLEA CGIL-AGB e FILCA SGBCISL.

Questo atteggiamento ha portato alla scelta di raffreddare i rapporti con l'ASGB e di organizzare lo Sciopero generale contro la finanziaria nazionale del 25 novembre 2005 solo dalle tre confederazioni UIL-SGK, CGIL-AGB e SGBCISL.

Ribadiamo quindi con forza e fermezza che la UIL-SGK, come ha fatto sin qui, insisterà affinchè riprendano i rapporti unitari, non per una questione di facciata o perché di per sé rappresentano un valore, ma soprattutto per cambiare nel concreto le scelte nel governo dell'Autonomia e per una gestio-ne unitaria della contrattazione territoriale, che riteniamo strategica.

E qui allora denunciamo con forza l'uso distorto del riconoscimento giuridico di un sindacato etnico, "che organizza esclusivamente lavoratori di lingua tedesca e ladina" certificato dalla Presidente del Consiglio Provinciale.

Con quel decreto si è stabilito, unicamente, la parità all'accesso ai diritti sindacali e all'esercizio di tutte le attività sindacali, comprese quelle di patronato e di assistenza sociale, di un sindacato etnico (di fatto l'ASGB), equiparandolo ai sindacati plurietnici, UIL-SGK, CGIL-AGB e SGBCISL, che sono l’articolazione territoriale delle tre confederazioni maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Chiediamo pertanto all'ASGB di ritornare indietro da quegli accordi, che di fatto hanno spaccato il fronte sindacale e che riduranno, di fatto, le prestazioni ai lavoratori edili, che loro malgrado aderiranno a tale Cassa.

Ribadiamo quindi la nostra piena disponibilità a riprendere il confronto unitario con l’ASGB partendo però dal caso Cassa Edile che per noi non è per nulla chiuso, anzi è più aperto che mai.

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Rilanciamo invece un patto di unità d’azione sindacale con la CGIL-AGB e la SGBCISL.


CONSIGLIO SINDACALE INTERREGIONALE

Come UIL-SGK siamo convinti del ruolo attivo del Consiglio Interregionale Sindacale Alpi Centrali (CSI-AC / IGR-ZA). Organismo di cui fanno parte Sin-dacati Confederali di Bolzano, Trento e Belluno, l’OEGB del Tirolo del Nord ed Est e i due Sindacati del Cantone dei Grigioni della Svizzera.

Riteniamo anzi indispensabile, che tutte le organizzazioni sindacali siano convinte dell’utilità del CSI-AC e che partecipino attivamente alla sua attività, solo in questo modo esso potrà essere protagonista attivo sui temi trasfrontalieri: in particolare sul tema del tunnel ferroviario del Brennero, sul quale come UIL-SGK stiamo già lavorando da alcuni anni.

E qui dobbiamo dare atto della lungimiranza alla FeNEAL, la nostra categoria degli edili.


LA CAMERA SINDACALE UIL-SGK.


- 30 anni di UIL-SGK

Nel giugno 1976 in una conferenza organizzativa straordinaria, la UIL di Bolzano cambiò in UIL-SGK, ponendo le basi per un sindacato plurietnico e plurilinguistico.

E’ stato, finora un percorso irto di difficoltà, in una società spesso divisa più politicamente che socialmente in modo etnico, anche in maniera artificiosa, ma noi siamo convinti che questa sia la strada giusta, perchè le risposte ai problemi sociali ed econimici non hanno confini etnici.

Dobbiamo proseguire con convinzione in questa direzione, per consolidare sempre più la nostra presenza in tutti i gruppi etnici – linguistici presenti storicamente, sul nostro territorio, ed anche naturalmente tra i nuovi cittadini.


- Identità e senso di appartenenza.

Negli ultimi anni la UIL-SGK ha fortemente sviluppato la sua capacità propositiva riformista, rispetto alle politiche per il lavoro, all’assistenza, alla sanità, alle misure per combattere i prezzi.

Le nostre proposte da sempre si caratterizzano per modernità, equità e responsabilità. Il modello di relazioni da noi indicato è quello della partecipazione e della concertazione, con il coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini nel rispetto del pluralismo delle idee.

La UIL-SGK ritiene che non vi possano essere alternative al nostro modello, pena il vivere in costante conflitto sociale o politico.

Quando però si parla di nuove regole (nella contrattazione, nel diritto di sciopero e nel governo dell’inflazione) riteniamo utile introdurre misure che vincolino al rispetto di dette regole.

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In questo particolare momento storico è fondamentale che la UIL e UIL-SGK caratterizzi le proprie iniziative con una chiara autonomia d’azione e di valutazione, sottolinei il senso di responsabilità che deve accompagnare decisioni ed interventi conseguenti, rinnovi negli iscritti e collaboratori il senso di appartenenza ad una Organizzazione che si identifica come Sindacato dei Cittadini.


- Insediamento sul territorio.

Se vogliamo realmente puntare ad una forte crescita organizzativa (com’è nelle nostre aspirazioni) dobbiamo essere più presenti sul territorio. La Came-ra Sindacale Provinciale si è assunta questo impegno portando tutti i servizi nelle sedi comprensoriali di Merano e Bressanone, e in quelle zonali di Laives ed Egna. In questo contesto è fondamentale che, anche le categorie contribuiscano alla crescita delle sedi comprensoriali e zonali.

Solo se ci sarà collaborazione e sinergia, tra Confederazione e Categorie, le decisioni saranno seguite da proficue iniziative. Andranno individuati dal nuovo Direttivo, di concerto con i responsabili comprensoriali, progetti specifici nei comprensori di Bressanone e Merano, e nelle sedi zonali di Laives ed Egna, inoltre con progetti specifici di Categoria.

L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di aumentare il consenso organizzativo ed il nostro peso politico sulla scena locale, continuando ad essere un punto di riferimento importante per i lavoratori e per quanti apprezzano le nostre proposte.

Ciò sarà possibile migliorando ulteriormente la nostra capacità di ascoltare, di informare, di offrire servizi di tutela contrattuale, di assistenza sociale, previdenziale e fiscale.


- Risorse umane e finanziarie.

Il dato da cui partiamo è certamente positivo: abbiamo consolidato un organico qualificato e plurilingue nelle nostre sedi sindacali. Una situazione che va sicuramente perseguita e consolidata anche nelle categorie, per una migliore e qualificata presenza sul territorio provinciale: oggi siamo ancora troppo Bolzanocentrici.

La situazione economico - finanziaria è buona se partiamo da un dato reale: negli ultimi sei anni la UIL-SGK ha perfezionato l’acquisto e la completa ristrutturazione della sede provinciale del sindacato e dei servizi, il cui patri-monio rappresenta un segno tangibile anche sul piano delle garanzie finanziarie per il futuro, oltre che di maggiore funzionalità ed efficienza.

Dopo questo importante passo il patrimonio ora va consolidato, ogni cate-goria deve sentirsi a casa propria, partecipando alla gestione della sede, rispettando gli impegni finanziari assunti, sfruttando le opportunità di arricchimento che daranno le nuove maggiori relazioni e la socializzazione del sapere: sindacale, culturale, tecnico e politico.


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- Donne, giovani e lavoro.

Il sindacato dovrà farsi promotore di interventi più significativi e mirati sul mercato del lavoro, in particolare per raggiungere una flessibilità rispettosa della qualità della vita di donne e giovani che devono avere garanzie e tutele per progettare il futuro e salvaguardare il presente.

La UIL-SGK al suo interno dovrà cercare criteri e modalità per favorire la collaborazione e la partecipazione di uomini e donne in particolare, quotidianamente responsabili anche della famiglia, della cura della casa, dei figli e spesso degli anziani.

Andrà quindi garantita negli organismi dirigenti una adeguata presenza femminile.

Per i giovani il discorso non è diverso: sembrano maggiormente impegnati nel volontariato e poco attratti dalle proposte sindacali. Si dovrà imparare a comunicare con loro, ascoltarli, rispettare la loro criticità e non avere la pretesa di offrire un modello preconfezionato.

Necessita una maggiore presenza tra gli/le apprendisti/e come sindacato che contratta, e con ciò anche per aumentare anche le garanzie di una forma-zione professionale più qualificata.


- UIL-SGK: Sindacato con i Servizi e non Sindacato di Servizi.

In passato si è fatta confusione sul vero significato del termine “ Sindacato dei Cittadini ”, a ciò ha contribuito qualche opinione e strumentalizzazione interessata.

Noi riteniamo oggi più di ieri impossibile scindere la nostra vita lavorativa da quella sociale e civile. Rappresentare, cercare di tutelare persone significa ascoltarne i problemi le angosce ma soprattutto aiutarle a costruire progetti di vita, creare nuovi modelli di lavoro, promuovere la sostenibilità Lavoro / Am-

biente e quindi essere capaci di dare risposte ai tanti quesiti che la buro-crazia, il fisco, la previdenza ci pongono tutti i giorni.

Crediamo che non possa suonare retorica l’affermare che vogliamo alleggerire la vita che altri ci complicano!

Allora, liberiamo il campo da malintesi o speculazioni, siamo un Sindacato che offre anche dei servizi, e anche in modo qualificato, ma i nostri iscritti possono contare sulla UIL-SGK come un sindacato che sta sempre dalla loro parte in ogni loro esigenza nel lavoro, nel sociale e per migliorare la qualità della vita!

I nuovi uffici del “ Centro Servizi UIL-SGK”, Patronato ITAL, Ufficio Vertenze e Servizi Fiscali/CAF, ma soprattutto le persone che vi operano, che ringra-ziamo per il loro qualificato lavoro, offrono la loro competenza ai nostri iscritti, loro familiari e ai cittadini interessati.

L’evoluzione delle leggi in materia di assistenza e fisco portano obbligatoria-mente verso la naturale integrazione tra Caf, Patronato, Ufficio vertenze e Asterisco.


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E’ importante, quindi, anche attraverso la formazione, arricchire la conoscenza professionale di tutto il personale in modo da realizzare profili polivalenti e flessibili.


- Informazione e formazione

Il periodico, di formazione e informazione uil-sgk INFORM nel corso degli ultimi quattro anni ha avuto una evoluzione positiva che ha visto una ca-denza quasi bimestrale (cinque numeri l’anno) conseguendo un generale apprezzamento tra i nostri iscritti e all’esterno.

L’obiettivo che ci prefiggiamo è di mantenerne l’attuale cadenza, puntando ad essere sempre più incisivi e potenziando il suo carattere “formativo”, oltre che informatrivo,e inoltre dando un maggior spazio alle nostre categorie.

Superata la fase di avvio del nostro sito internet ora si tratta di renderlo anco-ra più efficace e permanente strumento informativo – formativo. A tal fine è indispensabile un’impostazione redazionale suddivisa per temi e argomenti locali. L’esperienza del sito nazionale UIL può essere un esempio in tal senso.

Per quanto riguarda la Formazione sindacale, si propone di rilanciarla con convinzione, in modo da dare risposte puntuali alle nuove esigenze formative dei quadri UIL-SGK “vecchi e nuovi “ partendo dai rappresentanti sindacali unitari (RSU) e dai Rappresentanti Sindacali Aziendali (RSA).

Si tratta anche di stimolare la partecipazione ai numerosi corsi sindacali che l’AFI/IPL, il CLS e INAIL, mettono in campo.

Anche la pratica di riunioni del Direttivo Provinciale allargato, con seminari monotematici, ha dato importanti e positivi risultati, e siamo convinti di ripro-porla e praticarla anche per i prossimi quattro anni.


Conclusioni

Con questa relazione si sono quindi delineate le line guida di lavoro per i prossimi quattro anni, che sicuramente il dibattito arricchirà, spetterà a tutti gli iscritti, ai delegati di base, ai dirigenti di categoria, ma soprattutto ai dirigenti confederali che usciranno eletti da questo congresso, dare gambe alle nostre idee e alle noste proposte.

La nostra centralità è il lavoro, come valore e come risorsa e prota-gonista è la persona.



Christian Troger / Toni Serafini