Giornata ANMIL - Bolzano 14 Ottobre 2007

PRATICARE LA CULTURA DELLA SICUREZZA

Scaletta intervento Toni Serafini Segretario Generale UIL-SGK

Vi porto i saluti delle confederazioni sindacali CGIL/AGB , SGBCISL e UIL-SGK.

Voglio fare in questa occasione alcune riflessioni sulla cultura della sicurezza.

Partiamo dal dati Nazionali 2006:

Infortuni: più di 900.000 (in diminuzione rispetto al 2005);

di cui: 1302 mortali (in aumento rispetto al 2005).

Prevenzione e controlli. Queste sono in ordine le cose da fare e su cui impegnarsi: datori di lavoro, lavoratori, associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali e istituzioni.

Noi siamo profondamente convinti che se veramente si vuol tentare di affrontare questa tragica piaga del lavoro, bisogna far leva sulla coscienza, sulla conoscenza e sulla cultura degli individui, dei lavoratori e degli imprenditori per far diventare centrale la “cultura della sicurezza”.

E’ indispensabile formare alla sicurezza i lavoratori già in servizio, ma soprattutto offrire alle giovani leve del mondo del lavoro progetti formativi che preparino si alla professione, ma ad una professione sicura.

Ormai è pacifico che formazione alla professione, e formazione alla sicurezza, devono viaggiare assieme, ed allora forse sarebbe necessario rivedere i programmi formativi, dalla scuola dell'obbligo alle scuole superiori.

Se un giorno il valore della tutela della propria salute, e di quella di chi ti sta accanto, sarà fra le priorità di ogni singolo individuo, se apparterrà al bagaglio culturale di ognuno di noi, probabilmente riusciremo a vincere questa battaglia, perchè non bisogna mai dimenticare che dietro ai numeri di una fredda statistica, vi sono grandi e gravi drammi personali e familiari.

C’è purtroppo ancora un problema di comunicazione e di creazione della cultura della sicurezza.

La novità importante: la nuova Legge 123/2007 sulla sicurezza sul lavoro, una buon passo in avanti. Le organizzazioni sindacali danno un giudizio positivo sulla nuova normativa.

Ma come spesso accade, non bastano Buone Norme, è fondamentale anche gestirle e possibilmente bene.

Più risorse per la prevenzione e la sicurezza significano più personale per gli organici previsti e quindi maggiori visite di controllo sui posti di lavoro.

I maggiori controlli e la maggiore sorveglianza quotidiana che tutti sollecitano passano per questi mezzi che possono e devono essere trovati.

Prevenzione vuol dire anche fare una buona Formazione, con corsi mirati, sia ai delegati alla sicurezza (RLS), che ai lavoratori.

Ma vuol dire anche avere sui posti di lavori puntuali Controlli da parte degli enti preposti. E qui uno dei problemi è il il numero degli ispettori del lavoro a livello provinciale (oggi solo 13).

Per una lotta seria e coordinata contro il lavoro nero e per la sicurezza sui posti di lavoro, è indipensabile avere un organico più sostanzioso di ispettori del lavoro.

Abbiamo pertanto chiesto alla Giunta provinciale di aumentare in maniera significativa l’organico degli Ispettori del Lavoro, richiesta che ribadiamo con forza e con-vinzione anche oggi.

Facciamo presente che in sede Nazionale gli Ispettori del Lavoro sono passati, da aprile 2006 all’aprile 2007 da 2.019 a 3.130 unità (+ 1.111, +50%), e l’art. 12 della Legge 123/2007, prevede l’assunzione nel gennaio 2008 di ulteriori 300 ispettori: bene Ministro Damiano.

Quindi diciamo alla Giunta Provinciale: usate bene l’Autonomia !

Potenziando gli ispettori del lavoro si potrebbe sicuramente fare un’opera più incisiva di prevenzione e di lotta contro il lavoro nero, che ricordiamolo oltre ad essere sfruttamento dei lavoratori, è anche evasione fiscale e previdenziale, e inoltre concorrenza sleale per quelle aziende che correttamente si attengono alle normative.

Toni Serafini