Considerazioni sull’accordo riguardante il Tfr e la previdenza complementare

La UIL ritiene soddisfacente l’accordo raggiunto con il Governo e con i rappresentanti dei datori di lavoro sul nodo TFR e previdenza complementare. Sono state accolte le proposte avanzate dalla UIL in queste settimane.

Di particolare rilevanza è l’aver mantenuto in favore della previdenza integrativa il meccanismo del silenzio-assenso, previsto dalla legge 252 e mettendo così il secondo pilastro nelle condizioni di poter finalmente decollare in maniera definitiva.

Secondo l’accordo, infatti, verrà anticipata la partenza della riforma della previdenza complementare al gennaio del 2007 e i flussi di TFR maturando saranno destinati ai Fondi pensione seguendo due modalità di conferimento: il conferimento esplicito per il quale il lavoratore aderisce manifestatamene al Fondo pensione; e il conferimento tacito per il quale allo scadere dei sei mesi dedicati alla scelta, che partiranno il 1 gennaio del 2007 e si concluderanno il 1 luglio 2007, se il lavoratore non avrà espresso alcuna preferenza, vedrà trasferito il suo TFR maturando nel Fondo pensione previsto dalla contrattazione di riferimento.

È un accordo che salvaguarda il cammino fatto in questi anni per costruire un secondo pilastro di livello e in grado di assicurare ai lavoratori prestazioni pensionistiche complementari del sistema pubblico adeguate, senza perdere di vista le necessità di garanzie particolarmente stringenti che un investimento previdenziale porta necessariamente con sé, riguardando il futuro dei lavoratori iscritti.

L’aver poi escluso le piccole imprese, sotto i 50 dipendenti, dal versamento del 50% di TFR inoptato al Fondo Inps, è un risultato importante che permette di non indebolire, in una fase economica delicata, realtà di dimensioni ridotte che, perdendo liquidità, dovrebbero necessariamente reperirla sul mercato del credito.

Salvaguardare queste realtà significa difendere la loro crescita e, al tempo stesso, l’occupazione che generano.

Ora al Governo e alla COVIP il compito di predisporre gli ulteriori passi necessari a mettere i Fondi nelle condizioni di adeguarsi alle regole stabilite dal d.lgs 252 prima della partenza della riforma.

Siamo infatti convinti che la certezza delle regole, uguali per tutti e sottoposte ad una vigilanza unica ed indipendente, sia una condizione indispensabile per un decollo serio della complementare. Così come è essenziale non tassare i fondi pensione come avviene negli altri Paesi.

Quest’accordo può quindi sostanzialmente rappresentare la base per il lancio definitivo di quel secondo pilastro sul quale lavoriamo dal 1995 e che opererà accanto ad un sistema pubblico sano e stabilizzato.

La UIL ritiene infatti da sempre che i due sistemi, pubblico e privato integrati al meglio, rappresentano una garanzia sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori e sulla stessa tenuta sociale del Paese.

 fiscali e previdenziali |

Servizio Politiche fiscali e previdenziali UIL Nazionale

Roma, 24 ottobre 2006